Arrivare da Siena a San Gimignano

 

Se dal vostro bed and breakfast a Siena volete fare delle piacevoli escursioni nei dintorni della città, attraverso la rigogliosa natura delle colline del Chianti Senese e alla scoperta dei numerosi borghi come ad esempio San Gimignano avete numerose opzioni tra cui scegliere.


Vediamo dunque quali sono tutte le soluzioni di viaggio per andare da Siena a San Gimignano.

Andare da Siena a San Gimignano in auto: Se si è a Siena con la propria auto, raggiungere San Gimignano è davvero molto semplice. Basterà infatti prendere il raccordo autostradale Firenze-Siena (lo avrete già percorso se siete giunti a Siena venendo da nord) ed imboccare l’uscita di Poggibonsi Nord. Una volta a Poggibonsi si seguiranno le indicazioni per San Gimignano, che può essere raggiunta in breve percorrendo i 13 km della Strada Provinciale 1. Per non pagare il pedaggio e fare un percorso decisamente più suggestivo è possibile anche andare da Siena a San Gimignano muovendosi lungo la via Cassia. Questa può essere imboccata dal centro di Siena raggiungendo Viale Vittorio Emanuele II e percorrendo poi Viale Camillo Benso di Cavour. Il tragitto attraversa quindi la Val d’Elsa toccando diversi borghi tra cui Monteriggioni, con la sua superba cinta muraria adorna di torri, Castellina e Staggia, con la sua rocca fortificata. Prima di arrivare a Poggibonsi dovrete svoltare sulla Strada Provinciale 44, quindi raggiungere la Strada Provinciali 1 che conduce a San Gimignano. Il centro storico di San Gimignano è una Zona a Traffico Limitato (ZTL), per cui dovrete posteggiare l’auto in uno dei quattro parcheggi a pagamento posti esternamente alle mura. Provenendo da Siena i più comodi sono quelli localizzati a sud del borgo, ossia il Parcheggio Giubileo (tariffe: € 1,50 all’ora; € 6,00 per la sosta giornaliera) e il Parcheggio Pontemaggio (tariffe: € 2,00 l’ora; € 20,00 per la sosta giornaliera). Quest’ultimo è poco più vicino del primo al centro storico di San Gimignano, ma nel periodo da aprile ad ottobre è in funzione un servizio navetta (Linea 2 Citybus) che al costo di € 1 vi permetterà di raggiungerlo molto facilmente. A 3 km da San Gimignano, in località Santa Lucia, è presente anche un parcheggio per i camper (tariffe: € 1,00 l’ora; € 15,00 per la sosta giornaliera) dotato tutto l’anno di un servizio navetta (Linea 1 Citybus) che al costo di € 1 conduce il turista direttamente nel centro storico.

Come andare da Siena a San Gimignano in autobus: Le società che offrono il sevizio di collegamento in autobus tra Siena e San Gimignano sono la SITA (per gli orari potete consultare il sito web: www.sitabus.it; o chiamare il numero di telefono: 800-373760) e la TRAIN (sito web: www.trainspa.it; numero di telefono: 0577-204246). Alcune corse vanno direttamente a San Gimignano, per altre è necessario invece scendere a Poggibonsi, quindi prendere la coincidenza per San Gimignano. Per ulteriori informazioni sugli orari delle corse potete anche consultare il sito informativo: www.sienamobilita.it/. Il biglietto dell’autobus costa € 6.

Come andare da Siena a San Gimignano in treno: San Gimignano non ha una stazione propria. Quella più vicina è la stazione di Poggibonsi, che è collegata con la stazione di Siena mediante treni regionali che partono all’incirca ogni mezz’ora dalle 6.15 del mattino alle 21.30 di sera, e percorrono la tratta in circa 30 minuti. Il prezzo del biglietto è di 3 €, ed una volta arrivati a Poggibonsi con il treno si dovrà prendere uno dei tanti autobus giornalieri (TRAIN o SITA) che conducono fino a San Gimignano.

Non ci resta davvero che augurarvi un piacevole soggiorno in questo splendido borgo che vi meraviglierà con la sua imperitura bellezza lasciandovi un ricordo indelebile.

Contrada del Bruco

Contrade Siena

La Contrada del Bruco può fregiarsi del titolo di Nobile grazie alle gesta della sua Compagnia Militare, che nel 1371 contribuì col proprio eroismo alla cacciata di Carlo IV di Boemia e delle sue truppe dalla città.


Questi era giunto a Siena su richiesta dei membri del Governo dei Dodici, che servendosi del suo aiuto volevano porre fine alle sommosse guidate dal brucaiolo Barbicone e iniziate l’anno precedente in risposta alle pessime condizioni di vita della popolazione senese, che colpivano particolarmente i lanaioli residenti nel rione del Bruco. La vittoria sulle truppe imperiali segnò una svolta nel governo cittadino, con la salita al potere del “Monte del Popolo”, e significò gloria ed onorificenze per Barbicone e la sua contrada, anima di una delle prime rivolte proletarie d’Italia, la cui strada principale fu per questo ribattezzata “Via del Comune”

 

Contrada BrucoCome rivoluzion suona il mio nome” è, non a caso, il motto di questa contrada, che ha come suo stemma un bruco incoronato che striscia su un ramoscello di rosa. I colori della bandiera sono invece il giallo e il verde listati di turchino, e nel territorio della contrada, sito entro il terzo di Camollia, rientra, come detto, via del Comune, ove si trovano il Museo e l’Oratorio dedicato al “Santissimo nome di Gesù”. La fontanina battesimale è invece situata presso il vicolo degli Orbachi e comprende una statua in onore del mitico capopopolo Barbicone.

Per quanto riguarda le partecipazioni al Palio, il Bruco può vantare ben 37 vittorie, l’ultima delle quali ottenuta nella manifestazione dell’agosto 2008. Essa è stata anche la prima contrada ad aver schierato un fantino straniero, Peré Golon, nel Palio del 2 luglio 1927. La Contrada del Bruco è alleata con Istrice, Nicchio e Torre, mentre non corre buon sangue con la Giraffa e con l’Oca, pur non essendovi ufficialmente rivalità. Per info e iniziative della contrada potete visitare il sito www.nobilcontradadelbruco.com.

Contrada del Drago

Contrade Siena 

La Contrada del Drago, con la Chiocciola, la Giraffa e l’Onda, fa parte del gruppo di contrade che per prime parteciparono alle giostre cittadine che si tenevano nel XIV e nel XV secolo, anteriormente alla nascita del Palio, associando costantemente la propria presenza a quella di un’effige che le rappresentasse.


Come per le altre, tuttavia, anche per il Drago non si hanno certezze circa la nascita del nome e del simbolo, che da taluni è ricondotto al drago presente sullo stemma della Compagnia Militare di San Donato, inclusa nel rione, da altri collegato all’emblema della famiglia di Santa Caterina: i Benincasa. Fatto certo è invece la prima vittoria al Palio, conseguita nel 1650, anno in cui i contradaioli cominciarono a riunirsi stabilmente in una cappella di San Domenico in Camporegio. Il territorio della Contrada del Drago si estende nel Terzo di Camollia e comprende, tra le altre, via San Domenico, piazza Camporegio e piazza Matteotti, ove si trovano la fontana battesimale, il Museo e l’Oratorio, costituito dalla piccola Chiesa di Santa Caterina del Paradiso, nelle cui cantine si trova anche la Sede della contrada.

Contrada DragaIl drago, animale mitologico simbolo d’ardore, compare incoronato nello stemma e reca nella branca destra un pennoncello con la lettera U, dal nome di Umberto I di Savoia che ne fece concessione in occasione della sua visita a Siena nel 1887. Nella bandiera della Contrada del Drago dominano invece il rosa antico ed il verde listati di giallo, mentre il patrono del rione è Santa Caterina da Siena. Il Drago vanta 36 vittorie al Palio, l’ultima delle quali il 16 agosto del 2001. Tra le vittorie è inclusa anche quella al Palio speciale tenutosi nel 1945 per celebrare la fine della seconda guerra mondiale che nonostante il nome (fu indetto come “Palio della Pace”) fu uno dei più violenti e rissosi di tutta la storia. Altra particolarità del Drago è che essa l’unica contrada a non aver mai avuto rivali. Per tutte le info potete visitare la pagina www.contradadeldrago.it.

Contrada del Leocorno

Contrade Siena

La Contrada del Leocorno – Il Leocorno, con la Torre, è la sola altra contrada di Siena ad aver cambiato nome nel corso della sua storia.


Fin dalle prime apparizioni nella vita pubblica senese gli abitanti del rione Pantaneto si presentarono infatti con l’attuale denominazione, benché accompagnati di volta in volta da emblemi diversi, quali un leopardo o una stella, e variando di sovente anche i colori della propria bandiera. All’appellativo di Leocorno si affiancò tuttavia nei secoli seguenti quello di “Unicorno” che divenne poi nel corso dell’800 il nome ufficiale della contrada fin quando, nel 1902, si optò per un ritorno alla designazione originaria. La Contrada del Leocorno ha il suo territorio nel Terzo di San Martino e comprende, tra le altre, parte di via Banchi di Sotto, di via del Pantaneto e di via del Porrione. La Sede della contrada si trova in piazzetta Virgilio Grassi, 6, ove sorge anche l’Oratorio costituito dalla Chiesa di San Giovannino in Pantaneto. La fontana battesimale si trova invece in via del Pantaneto, mentre il Museo di Contrada è ospitato in Via di Follonica, 15.

Contrada LeocornoNello stemma del Leocorno, su sfondo argento bordato d’azzurro compare un unicorno rampante, animale mitologico con cui si identifica la scienza. I colori della bandiera sono invece il bianco e l’arancio. Il motto della contrada “Fiede e risana al par l’arma c’ho in fronte” è legato alla credenza secondo cui il corno dell’unicorno avesse proprietà mediche miracolose. Nelle sue partecipazioni al Palio, il Leocorno ha raggiunto 30 vittorie ufficiali, la prima il 2 luglio del 1662, l’ultima il 16 agosto del 2007. La contrada detiene un record negativo costituito dall’assenza di vittorie più lunga della storia, durata per un periodo di ben 72, dal 1704 al 1776. Il Leocorno è alleato con la Pantera e la Tartuca, mentre alla prima metà del secolo scorso risale l’accesa rivalità con la Civetta. Per tutte le informazioni e le curiosità sul Leocorno, oltre che sulle iniziative della contrada, potete visitare il sito ufficiale alla pagina www.contradaleocorno.it/.

Contrada del Nicchio

 Contrade Siena

La Contrada del Nicchio, al pari di molte altre contrade, fa le sue prime apparizioni nella vita pubblica di Siena nel XVI secolo, così come è riportato da un poema popolare in ottave che descrive i festeggiamenti per la festa dell’Assunta del 1506.


Gli abitanti del rione Abbadia Nuova comparvero nella sfilata che si tenne prima della Caccia dei Tori travestiti da Etiopi, recando con sé una bandiera rossa con al suo centro una “nicchia” (una conchiglia) di colore bianco e al grido di “Viva Nichio, viva Nichio”. Il titolo di “Nobile” ha invece origini molteplici, essendo legato sia all’eroismo degli abitanti del rione in diversi fatti d’armi, sia al merito di aver eretto nel 1540 la Fonte dei Pispini, fontana pubblica grazie alla quale tutta la Contrada Nicchiopopolazione senese poté approvvigionarsi di acqua potabile senza andare fuori le mura. Come già detto, il territorio del Nicchio coincide col rione dell’Abbadia Nuova che comprende, tra le altre, parte di via del Pantaneto, via dei Pispini e via dell’Oliviera. In queste ultime due strade si trovano rispettivamente la Sede della contrada ed il Museo, mentre al loro incrocio sorge l’Oratorio, ossia la Chiesa di San Gaetano di Thiene eretta dai nicchiaioli nel XVII secolo e dedicata al loro patrono. La conchiglia, che simboleggia la riservatezza, compare nello stemma sormontata da una corona ed affiancata da due rami di corallo, cui è legato un pendaglio fatto con tre nodi di Savoia alternati a due rose di Cipro. Il colore della bandiera è invece l’azzurro con liste di rosso e di giallo, mentre il Nicchio fa suo il motto “È il rosso del corallo che m’arde in cor”. Al Palio il Nicchio può vantare 42 vittorie ufficiali, l’ultima delle quali risalente all’agosto del 1998. Tra di esse vi è anche un cappotto (vittoria nello stesso anno del Palio di luglio e di quello di agosto) agguantato nel 1834 con la vittoria di un cavallo scosso (ossia senza fantino) nel Palio dell’Assunta. La contrada è gemellata con Bruco, Onda e Tartuca, mentre vi è una forte rivalità col Montone, rinnovatasi dopo il successo di quest’ultima nel Palio dell’agosto 2012. Per altre curiosità e informazioni potete visitare il sito www.nobilecontradadelnicchio.it.

Contrada della Chiocciola

Contrade Siena

Il territorio della Contrada della Chiocciola coincide col rione di San Marco, borgo di cui si hanno testimonianze già a partire dal XIII secolo, quando nuove abitazioni vennero a raggrupparsi intorno alla chiesetta ivi presente, dedicata al Santo Evangelista.


Il rione assunse una propria identità definita già nel XIV secolo e fin dal 1482 ad esso comincia ad associarsi il simbolo della chiocciola, animale del quale gli abitanti del rione fecero realizzare un enorme esemplare in legno, che alcuni giovani accompagnarono poi in corteo per le strade della città di Siena. Un carro ligneo in forma di chiocciola riapparve quindi a rappresentare la contrada nel 1492, in occasione di un Gioco della Pugna nel quale fecero il loro esordio anche il Drago, la Giraffa e l’Onda.

Contrada ChiocciolaLa Contrada della Chiocciola si estende nel Terzo di Città e comprende anche parte del territorio originariamente incluso nella Contrada della Quercia, oggi soppressa. In via San Marco si trova sia la Sede della contrada, sia l’Oratorio, ovvero la Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, che ne sono i patroni, sia il Museo, ospitato nella cripta della chiesa. Davanti all’oratorio si trova poi la fontanina battesimale della contrada, realizzata nel 1947 dallo scultore Fulvio Corsini.

Lo stemma della Chiocciola ritrae invece questo animale simbolo di prudenza su uno sfondo argento affiancato dalle iniziali U e M, privilegio concesso in occasione della visita a Siena di Umberto I e Margherita di Savoia nel 1887. I colori della bandiera sono il rosso e il giallo listati d’azzurro, mentre “Con passo lento e grave nel campo a trionfar Chiocciola scende” costituisce il motto della contrada. Essa può vantare ben 51 vittorie al Palio, anche se l’ultima risale ormai all’agosto del 1999. La Chiocciola è alleata con l’Istrice, la Pantera e la Selva, mentre sua nemica storica è la Tartuca. Per ulteriori informazioni sulla Chiocciola e sulle iniziative della contrada potete visitare il sito www.contradadellachiocciola.net.

Contrada della Civetta

 Contrade Siena

Della Contrada della Civetta si hanno molte notizie già nel XVI secolo, quando gli abitanti del rione si distinsero in diverse giostre storicamente antecedenti il Palio, quali le cacce dei tori o le bufalate, mentre la prima vittoria nella celebre corsa di cavalli risale al 2 luglio del 1664.


Il titolo di “Priora” è stato invece assunto nel 1905, data in cui proprio nel territorio della Civetta, all’interno della Chiesa di San Cristoforo, si tenne la prima assemblea del Magistrato delle Contrate, organo sorto per salvaguardare le tradizioni del Palio nel quale si riuniscono i 17 Priori che sono alla guida delle altrettante contrade di Siena. Il territorio della Civetta ricopre oggi la zona più centrale della città, occupando parte delle tre strade principali (Via Banchi di Sotto, via Banchi di Sopra e Via di Città) proprio a ridosso di Piazza del Campo. La Sede della Contrada si trova invece in via Cecco Angiolieri, ove si situano anche l’Oratorio, ossia la Chiesa di San’Antonio da Padova che è il patrono del rione, e il Museo, che si trova all’interno del Castellare degli Ugurgeri, struttura che ospita anche la fontanina battesimale realizzata nel 1963 dallo scultore Adolfo Micheli.

Contrada CivettaVedo nella notte” è invece il motto della Civetta, animale che è effigiato incoronato nello stemma partito di rosso e nero, ed è affiancato dalle iniziali U e M dei nomi di Umberto I e Margherita di Savoia che visitarono Siena nel 1887. Dopo le prime 32 vittorie al Palio, il 16 agosto del 2009 la Civetta ha finalmente interrotto un digiuno che durava ormai dal 1979 e che le era valso per 5 anni il titolo di “nonna”, nomignolo attribuito alla contrada che non vince la manifestazione da più tempo. La Civetta è storicamente alleata con Aquila, Istrice, Giraffa e Pantera, mentre è sorta di recente (intorno agli anni ’60) un’accesa rivalità con il Leocorno. Per tutte le info sulla Contrada della Civetta potete visitare il sito www.contradadellacivetta.it.

Contrada della Giraffa

 Contrade Siena

La contrada della Giraffa oltre che del titolo di “Imperiale”, conquistato per decreto di Vittorio Emanuele III dopo la vittoria del Palio del luglio 1936 volto a celebrare l’Impero coloniale italiano.


Può sfoggiare le qualifiche di “Reale” e “Repubblicana” essendosi aggiudicata l’ambitissimo drappellone anche nella competizione del luglio 1887, svoltasi alla presenza dei reali Umberto I e Margherita di Savoia, e in quella dell’agosto 1946, cui partecipò come spettatore Enrico De Nicola, Presidente provvisorio della neonata Repubblica Italiana. Oltre che questi tre titoli la Giraffa può inoltre vantare, unica tra tutte le contrade, ben tre cappotti (ossia la vittoria nello stesso anno del Palio di Provenzano a luglio, e del Palio dell’Assunta ad agosto), impresa riuscita nel 1807, nel 1897, e nel 1997. La Contrada della Giraffa si estende nel Terzo di Camollia, ed ha la sua Sede in via delle Vergini, 18. L’Oratorio è invece la Chiesa del Suffraggio, sita nella cripta della Colleggiata di Provenzano. In piazzetta della Giraffa, invece, si trovano sia il Museo della contrada che la fontanina battesimale, realizzata dallo scultore Salvatore Bocci.

Contrada GiraffaNello stemma, l’animale esotico simbolo di questa contrada, col quale si identifica l’eleganza, compare portato alla corda da un moro e sormontato da un nastro azzurro con la dicitura Umbertus I dedit, inserito a seguito del decreto regio del 1936. I colori della bandiera sono il rosso e il bianco, mentre “Più alta la testa, più grande la gloria” è il motto che la Giraffa fa proprio. Le vittorie ufficiali al Palio della contrada sono finora 34, l’ultima delle quali conseguita il 16 agosto del 2011. Gemellata con la città di Grosseto ed alleata con Civetta, Istrice e Pantera, la Giraffa non ha attualmente alcuna rivalità ufficiale, dopo la fine degli attriti col Bruco andati avanti fino al 1996 per divergenze sui confini. Per curiosità, informazioni e iniziative potete visitare il sito della Giraffa alla pagina  www.contradadellagiraffa.it.

Contrada della Lupa

 Contrade Siena

Il territorio della Contrada della Lupa si estende nel Terzo di Camollia, una delle tre sezioni in cui è suddiviso il centro storico della città di Siena.


Esso comprende, tra le altre, piazza del Sale, via della Stufa Secca, Pian d’Ovile e parte di via Vallerozzi e di via dell’Abbadia.

Nel rione è presente anche la Fonte Nuova, magnifica costruzione opera di Caimano de Crescentino e Sozzo di Rustichino, risalente al XIII secolo. In via Vallerozzi si trovano sia la Sede della Contrada, sia il Museo, sia l’Oratorio, situato nella piccola Chiesa di San Rocco, al fianco della quale si situa la colonna lupata offerta dalla città di Roma con Contrada Lupacui la Contrada della Lupa è gemellata. Nello stemma della contrada è infatti rappresentata la Lupa romana che allatta i gemelli Romolo e Remo, i quali sorreggono un pennoncello bianco e nero, colori simbolo di Siena, che secondo la leggenda fu fondata da Senio, uno dei figli di Remo. Il bianco e il nero listati d’arancio sono presenti anche nella bandiera della contrada che fa suo il motto “Et Urbis et Senae signum et decus” (di Roma lo stemma, di Siena l’onore). Nel Palio la Lupa ha fin’oggi ottenuto 34 vittorie ufficiali, anche se essa è attualmente detentrice della cuffia, con cui secondo la simbologia tradizionale viene identificata la contrada cui manca da più tempo la vittoria: l’ultima, per la Lupa, risale infatti a quella ottenuta nel Palio del 2 luglio del 1989, lontana ormai più di trent’anni. Dopo lo scioglimento della “Piccola Quadruplice” fortunata alleanza che all’inizio del secolo scorso univa l’Aquila, il Drago, il Montone e la stessa Lupa, quest’ultima non ha attualmente contrade alleate, mentre vi è un’accesa rivalità con l’Istrice sorta negli anni ’30 per disaccordi circa i confini. Per maggiori informazioni sulla Contrada della Lupa potete consultare la pagina www.contradadellalupa.it/.

Contrada della Pantera

 Contrade SienaIl simbolo della Contrada della Pantera compare anche nello stemma di Lucca, ed è molto probabile che gli abitanti del rione Laterino lo abbiano fatto proprio durante la partecipazione alle feste pubbliche del XVI secolo.


L’obbiettivo era omaggiare i ricchi mercanti di quella città che al tempo risiedevano numerosi nella zona nord ovest compresa entro le mura di Siena. Il territorio della Contrada della Patera si estende nel Terzo di Città e attualmente include, tra le altre, via di Stalloreggi, via Paolo Mascagni e via Ettore Bastianini. La Sede e il Museo della contrada si trovano invece in via San Quirico, 26, Contrada Panteramentre l’Oratorio è in Pian dei Mantellini ed è rappresentato dalla Chiesa di San Niccolò del Carmine. In piazza del Conte sorge la fonte battesimale realizzata nel 1977 dallo scultore Giulio Corsini. Nello stemma d’argento della contrada è rappresentata una pantera maculata rampante, affiancata nell’angolo sinistro dalla lettera “U”, iniziale di Umberto I di Savoia. I colori della bandiera sono invece il celeste ed il rosso listati di bianco, mentre due sono i motti che i contradaioli panterini fanno propri: “Il mio slancio ogni ostacolo abbatte” e “La pantera ruggì e il popolo si scosse”. Alla Pantera sono riconosciute ufficialmente 26 vittorie al Palio, l’ultima delle quali ottenuta nel luglio del 2006. La contrada è alleata con la Chiocciola, la Civetta, la Giraffa e il Leocorno, mentre dopo la fine di una intensa rivalità con la Selva nell’800, vi è inimicizia ufficiale con la sola Aquila. Per conoscere meglio la Contrada della Pantera, potete consultare il sito ufficiale alla pagina www.contradadellapantera.it.